Kensington Palace

Kensington Palace

Kensington Palace, London. (Apri Mappa)

Descrizione

Kensington Palace è il palazzo reale di mattoni all'interno dei Kensington Gardens, a ovest di Londra: qui nacque e crebbe la regina Vittoria e qui la principessa Diana ebbe la sua casa londinese, con sale di rappresentanza aperte ai visitatori e ali ancora abitate da membri della famiglia reale.

È un palazzo più garbato di Buckingham: una residenza di campagna cresciuta intorno a un cortile, con prati e giardini che arrivano dritti nel parco.

All'interno, i King's State Apartments iniziano con il King's Staircase, dove William Kent dipinse 45 cortigiani della corte di Giorgio I, tra cui due servitori turchi, Peter «il ragazzo selvaggio» e lo stesso Kent.

Oltre lo scalone, la Cupola Room, la prima opera di Kent qui, è la sala decorata con maggiore sfarzo del palazzo: un soffitto a cupola a cassettoni blu e oro, marmo bianco e statue dorate. Vittoria vi fu battezzata nel 1819. La King's Gallery, rossa e oro, conserva il Carlo I a caccia di van Dyck.

I Queen's State Apartments sono più sobri e intimi: le stanze in cui Maria II viveva, leggeva e pranzava in privato con Guglielmo, con boiserie del Seicento e il monogramma intrecciato di Guglielmo e Maria scolpito in alto sulle pareti del Queen's Drawing Room. Altre sale raccontano la vita della regina Vittoria.

All'esterno, da non perdere l'Orangery, costruita per la regina Anna nel 1704 non solo come serra ma come luogo per le feste, con sculture di Grinling Gibbons.

Il palazzo nacque come casa giacobiana. Nel 1689 Guglielmo III e Maria II lo acquistarono: Whitehall, vicino al fiume nebbioso, faceva male all'asma del re. Christopher Wren lo ampliò e per settant'anni fu la dimora preferita dei sovrani.

Nel 1837 una giovane principessa fu svegliata qui con la notizia che lo zio, re Guglielmo IV, era morto e che lei era regina. Vittoria era cresciuta nel palazzo, sola, sotto la madre e il prepotente sir John Conroy. Si trasferì a Buckingham Palace quasi subito.

Negli anni Novanta dell'Ottocento il palazzo stava marcendo e qualcuno voleva demolirlo. Vittoria rifiutò: il palazzo in cui era nata non sarebbe stato distrutto finché fosse stata in vita. Restaurato, aprì le sue State Rooms al pubblico nel giorno del suo compleanno, nel 1899.

In seguito vi vissero così tanti parenti reali che Edoardo VIII lo chiamava «the aunt heap», il mucchio di zie. Quando Diana morì, nel 1997, ai suoi cancelli si accumularono più di un milione di mazzi di fiori.