Descrizione
Le Churchill War Rooms sono il bunker segreto sotto Whitehall da cui il governo britannico diresse la Seconda guerra mondiale, oggi un museo dell'Imperial War Museum: corridoi bassi, mappe ancora appuntate alle pareti e le stanze dove Winston Churchill e i suoi generali si riunivano sotto le bombe.
Il sito ospita due musei, a pochi passi da Parliament Square e da St James's Park: le Cabinet War Rooms, conservate quasi come furono lasciate nel 1945, e il Churchill Museum, dedicato all'intera vita dell'uomo.
La Cabinet Room è dove il gabinetto di guerra si riunì 115 volte, a volte fino a notte fonda, con due sentinelle alla porta. Nel maggio 1940 il nuovo primo ministro si guardò intorno e disse: «Questa è la stanza da cui dirigerò la guerra».
La Map Room era presidiata giorno e notte da ufficiali di marina, esercito e aeronautica, che redigevano ogni giorno un rapporto di intelligence per il re e il primo ministro. Il 16 agosto 1945, il giorno dopo la resa del Giappone, spensero semplicemente le luci e se ne andarono. Le mappe sono ancora alle pareti.
Si sono conservate anche la Transatlantic Telephone Room, da cui Churchill poteva parlare in sicurezza con Roosevelt a Washington su una linea criptata, e il suo ufficio-camera da letto, da cui tenne quattro discorsi radiofonici in tempo di guerra.
Il Churchill Museum, inaugurato nel 2005, racconta la sua vita dall'infanzia alla morte, nel 1965. Il pezzo forte è un tavolo interattivo di 15 metri pieno di documenti dei suoi archivi.
La Gran Bretagna non aveva mai costruito un bunker simile. I lavori iniziarono nel 1938 nel seminterrato di un edificio governativo che oggi ospita il Tesoro, sotto il livello del Tamigi, con porte stagne e pompe. Entrò in funzione il 27 agosto 1939, una settimana prima della dichiarazione di guerra.
Durante il Blitz fu posata sopra una lastra di cemento spessa fino a 1,5 metri. Churchill però dormiva raramente sottoterra. Il personale dormiva nel «Dock», un sotterraneo con soffitti bassi, ventilazione rumorosa, topi e bagni chimici. Una segretaria lo definì «rivoltante».
Dopo la guerra poterono visitarlo solo pochi piccoli gruppi, su appuntamento. Margaret Thatcher, ammiratrice di Churchill, aprì le sale al pubblico nel 1984, alla cerimonia con familiari e ex collaboratori di lui.
Il sito ospita due musei, a pochi passi da Parliament Square e da St James's Park: le Cabinet War Rooms, conservate quasi come furono lasciate nel 1945, e il Churchill Museum, dedicato all'intera vita dell'uomo.
La Cabinet Room è dove il gabinetto di guerra si riunì 115 volte, a volte fino a notte fonda, con due sentinelle alla porta. Nel maggio 1940 il nuovo primo ministro si guardò intorno e disse: «Questa è la stanza da cui dirigerò la guerra».
La Map Room era presidiata giorno e notte da ufficiali di marina, esercito e aeronautica, che redigevano ogni giorno un rapporto di intelligence per il re e il primo ministro. Il 16 agosto 1945, il giorno dopo la resa del Giappone, spensero semplicemente le luci e se ne andarono. Le mappe sono ancora alle pareti.
Si sono conservate anche la Transatlantic Telephone Room, da cui Churchill poteva parlare in sicurezza con Roosevelt a Washington su una linea criptata, e il suo ufficio-camera da letto, da cui tenne quattro discorsi radiofonici in tempo di guerra.
Il Churchill Museum, inaugurato nel 2005, racconta la sua vita dall'infanzia alla morte, nel 1965. Il pezzo forte è un tavolo interattivo di 15 metri pieno di documenti dei suoi archivi.
La Gran Bretagna non aveva mai costruito un bunker simile. I lavori iniziarono nel 1938 nel seminterrato di un edificio governativo che oggi ospita il Tesoro, sotto il livello del Tamigi, con porte stagne e pompe. Entrò in funzione il 27 agosto 1939, una settimana prima della dichiarazione di guerra.
Durante il Blitz fu posata sopra una lastra di cemento spessa fino a 1,5 metri. Churchill però dormiva raramente sottoterra. Il personale dormiva nel «Dock», un sotterraneo con soffitti bassi, ventilazione rumorosa, topi e bagni chimici. Una segretaria lo definì «rivoltante».
Dopo la guerra poterono visitarlo solo pochi piccoli gruppi, su appuntamento. Margaret Thatcher, ammiratrice di Churchill, aprì le sale al pubblico nel 1984, alla cerimonia con familiari e ex collaboratori di lui.